Home
Art design
Cuori
Gioielli
Installazioni
Mail art
Performance
Scultura

 

INSTALLAZIONI

 

2009 ARTE PER LA LEGALITA'

 

Museo dei Brettii e degli Enotri

 

Mostra Fondazione Mudima

 

Reportage

 

Sala Rubicone Antichi Magazzini del sale

 

Sala Rubicone Antichi Magazzini del sale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   

 

 

 

 

 

2009 LIBRO D'ARTISTA

 

 

 

 

 

2009 CON-FINE

Installazione realizzata insieme all'artista Francesco Zaccone composta da 7 lettere della misura di 60 x 8 x 150 cm; realizzazione: polistirolo e materiali vari.
Lo strumento-parola è stato usato nella sua forma-oggetto, ricercandone i possibili significati, un percorso che passa attraverso la conoscenza, principio da cui parte il filo primario della vita.
Anno di esecuzione: 2009

 

 

 

2009 ABBI CURA DI TE

 

Nella installazione di Maria Amalia Cangiano intitolata " Abbi cura di te", l'amore per se stessi è al centro della scena: un amore che non è egoismo o narcisismo ma esaltazione del senso e della bellezza della vita. "Ricoprirsi" metaforicamente di amore significa essere capaci di restituirlo agli altri. Stimolato dalla passione, l'organismo si mette in moto e realizza le speranzee i sogni. La garza bianca con la quale ci ricopriamo è intessuta di emotività e di vitalismo, avvolgendoci in essa raggiungiamo l'equilibrio necessario a dare amore. Il lavoro di Amalia Cangiano è supportato da una eccellente padronanza di diverse tecniche espressive, (cartapesta, cucito, collage), che le permettono di espimere ogni volta efficacemente il suo messaggio.
Senza l'amore per noi stessi diamo agli altri il sacrificio e la rinuncia forzata al tempo che ci spetta, sentimenti sterili che non nutrono e inaspriscono la distanza tra gli esseri umani.


Valeria Vaccaro

 

 

2008 SACRO / PROFANO

 

 

 

 

 

 

 

2008 WITHOUT DOOR

 

Installazione composta da immagine fotografica digitale stampata su PVC e uso di altri materiali serviti a determinare uno scambio biunivoco tra realtà fotografica e oggettiva.
cm 200x100
Anno di esecuzione: 2008

 

 

 

 

2007 GIOCHI IN SCATOLA

Una scatola- sentimento, le cui strade hanno nomi emblematici: Via Speranza, Via Entusiasmo, Via Forza, Via Amore…Attraverso un percorso pregno di colori si giunge nella piazza principale quella del cuore.

 

 

 

2006 ECCE OVO

Ovo sapiens

 

In Occasione dell'"Anno dell'Italia in Cina 2006" promosso dal Governo Italiano per rafforzare le relazioni culturali tra i due paesi, l'opera "Ovo sapiens" vuole raffigurare la rinascita dell'Oriente ed in particolare della Cina. L'ascesa Cinese ed il suo recente boom economico coincidono con l'accelerazione del processo di globalizzazione sia negli scambi di merci che nel movimento di persone, con un profondo mutamento della geografia economica e politica mondiale. Ciò nonostante come ha detto il Presidente Ciampi: "L'Italia guarda oggi con rinnovata attenzione all'Asia e al Pacifico, nella consapevolezza dell'eccezionale slancio vitale in termini economici, scientifici e culturali che proviene da questa parte del mondo." Così le energie contenute nell'uovo e racchiuse sottoforma di potenzialità embrionali, diventano l'immagine della forza espansionistica cinese . L'uovo è il simbolo dell'energia allo stato originario, ciò da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna, la materia prima della creazione che contiene ogni possibilità.Traslato nel piano della contemporaneità diventa l'immagine dei nuovi mercati, delle energie produttive, dei nuovi paesi che si affacciano sul mercato globale. Nella video proiezione, poi, si manifesta il messaggio positivo dell'opera, il messaggio dell'integrazione tra oriente e occidente, delle culture che si incontrano e dialogano. L'uomo che medita è a sua volta il simbolo dell'uomo universale, dell'uomo come immagine dell'energia cosmica, dell'unione fra il cielo e la terra, dell'uomo nella sua integrità e assolutezza, prima ancora che sia parte di un gruppo o di una razza.

Maria Amalia Cangiano e Rebecca Ballestra

 

 

2006 CONTACT

Quando l'arte allarga gli orizzonti una integrazione è possibile

Ideato e curato da Angelo Caruso

Direzione artistica Jacqueline Ceresoli

NESSUNO  E’  SOLO NEL CURE DELLA TERRA

La ragnatela è la metafora delle relazioni, dei sentimenti e delle emozioni che a ciascuno è dato di vivere, la sua tessitura ha inizio dal centro, dal cuore pulsante di fulgida forza che infonde la sua inesauribile sete di vita a tutti gli esseri animati, dalla loro nascita alla loro crescita, fino alla consapevolezza che esiste una relazione tra tutti: imponendo una vibrazione in un qualsiasi punto della tela l’eco di questa raggiunge tutti; nessuno è escluso.
Gli altri ci riguardano, solo la consapevolezza di questo e il rapportarsi in modo sensibile e profondo con il tutto, ci consentirà di migliorare la nostra vita.
Il desiderio è che il soffio vitale e la forza dolcissima del cuore inglobino tutto l’universo.

                                                                          Maria Amalia Cangiano

 

 

 

  2004 
Corona i tuoi sogni 
Tecnica mista 
cm 30 x 30
2004 
Corona i tuoi sogni I 
Tecnica mista 
cm 30 x 30
2004 
Corona i tuoi sogni II 
Tecnica mista 
cm 30 x 30
2004 
Eterno amore 
Tecnica mista 
cm 30 x 30
2004 
Sole del microcosmo 
Tecnica mista 
cm 30 x 30
2004 
Fuoco innato 
Tecnica mista 
altezza cm 60

 

2005 Fuoco innato

La rappresentazione del cuore racchiuso in una teca e illuminato dalla luce e dal fuoco dà un'immagine dal sapore alchemico. Il fuoco si compenetra nella forma del cuore e nella sua simbologia con iconica perfezione. La fiamma del cuore arde in un durevole fuoco di natura sicuramente superiore a tutte le altre della terrestre realtà... La mia ricerca è un messaggio di riflessione sulla luce del nostro cuore, sull'innata capacità di invocarla, parlarle e risvegliarla per entrare in una dimensione di vitale e dinamica interiorità.

 

                                 Maria Amalia Cangiano

 

 

 

 

 

2005 CANNIBALISMO

 

La morte in lista d'attesa

 

a

a

a

a

a

a

a

a

a

a

a

a

a

a

a

a

 

a

a

a

 

a

a

a

Oggi l'antropofagia vera e propria è ormai ovunque scomparsa dalla faccia della terra. Eppure un tempo questa attitudine caratterizzava molte popolazioni allo stato primitivo, sparse in tutti continenti, che condividevano la consuetudine di cibarsi di carne umana sulla base di rituali condivisi e ampiamente praticati. Il cannibale era colui che divorava il proprio simile e per ciò fu assunto, da alcuni autori, proprio come il simbolo stesso di un primitivismo culturale da superare in nome del progresso e dell'evoluzione morale e materiale della specie. Nella sfera dei sentimenti l'antropofagia s'intreccia con un pathos di estrema intensità. Forse è proprio per questo che oggi il mondo dell'arte lo riscopre, evidenziandone il forte potere di denuncia sociale, per gli stretti legami con la più cruda attualità di delitti contro un universo di deboli ed indifesi. Alludiamo al commercio clandestino di organi di bambini, attività in fiorente continua ascesa sulla piazza del mercato globale. Alludiamo a "CANNIBALISMO MORTE IN LISTA D'ATTESA" opera di denuncia del traffico ed uccisione di minori, finalizzato alla compravendita di singole parti del corpo. L'installazione creata da Maria Rebecca Ballestra e Maria Amalia Cangiano, due artiste che hanno voluto affidare alla propria voce il tema del diritti umani, sarà visibile nei fossati del Castello Sforzesco di Milano dal 05/05 al 15/05/2005. L'immaginario collettivo si è a lungo nutrito di raccapriccianti descrizioni di cacce all'uomo, di cruenti banchetti antropofagi e pubblici macelli di carni umane. Leggende, miti, racconti orali, esperienze di vita vissuta, resoconti di viaggi in paesi lontani descrivevano nel minimi dettagli la bestiale ferocia dell'uomo perpetrata ai danni di un altro uomo. Sembrava una storia del passato. Il cannibalismo, reale o presunto, ha origini antichissime e motivazioni che trovano ragion d'essere in fenomeni culturali, religiosi, fisiologici e bellici, mai disgiunti tra loro. Il movente non sembra risiedere nella risposta ad un bisogno di pura necessità, vissuto in particolari condizioni di isolamento o carestia, quanto piuttosto nella predilezione del gusto per la carne umana, cibo apprezzato e ricercato come prelibata fonte di vitalità, di salute e di ricchezza. Chi mangiava carne umana compiva un atto estremo ed avrebbe avuto accesso a forze soprannaturali, acquisendo la facoltà di trasformarsi ed entrare in nuove forme di vita. Poteva trattarsi di antropofagia gastronomica, in cui giocava un ruolo essenziale sia la raffinata esperienza dei modi di preparazione e cottura, sia la predilezione per alcune parti del corpo o per le carni di soggetti di una certa età o di un dato sesso.
Sfogliando le testimonianze balza in primo piano la violenza dei metodi adottati per procurarsi corpi umani da mangiare ed il rifornimento della carne che raggiunge livelli di sofisticazione davvero alta. Non meno importante il pubblico mercato di tale cibo, che prevedeva regolari operazioni di compravendita di corpi di schiavi o prigionieri da destinarsi al macello. Sulla pelle dell'individuo in vendita si segnava con un gessetto la parte prescelta, e quando i vari compratori avevano così prenotato tutte le membra dello schiavo, egli veniva decapitato e squartato direttamente sul posto. In alcuni casi si provvedeva a spezzare gli stinchi dei predestinati, per impedire la loro fuga, legandoli all'aperto ad un albero, in attesa del giorno in cui sarebbero stati uccisi. Non tutti i popoli hanno fatto del cannibalismo un uso similare rispetto alle modalità del consumo delle carni ed al significato ideologico ad esse attribuito. In alcuni casi si poteva assistere alla celebrazione della vittoria su un nemico nel corso di una guerra,operata introiettando il contenuto del suo cranio, per impossessarsi così, in modo definitivo, del suo spirito vitale e del suo valore. Talvolta si trattava di consumare una vendetta, perpetrata attraverso un gesto che esprimesse in modo efficace tutto il disprezzo per la vita altrui. In altri casi, dove l'aspetto rituale o magico è antropologicamente preponderante e la
consumazione delle carni è parziale ed alternata dall'uso di bevande e sangue, si parla di endocannibalismo, legato alla sepoltura dei propri parenti defunti, in modo da assicurarne la sopravvivenza dello spirito. Un'altra caratteristica che connota il cannibale è l'incapacità di riconoscere in questa macabra azione un atto moralmente deplorevole. Se l'uomo primitivo può essere compreso e magari anche giustificato, in virtù delle sue credenze totalmente impregnate di irrazionalità e superstizione, cosa dire allora dei nuovi mercanti di morte che spopolano indisturbati nel panorama della mediatica comunicazione globale? Quale società abbiamo contribuito a costruire, consentendo che ancora oggi esistano individui che trattando il corpo della vittima prescelta per il loro guadagno come quello di una bestia macellata? I volti dei bambini parlano attraverso il loro silenzio, rinchiusi in box cubici trasparenti. Sono in vetrina, in attesa della propria esecuzione e ci guardano. Il loro sguardo è un pugno nello stomaco che scardina anche le viscere più patinate. Chi di noi, dopo aver vista questa installazione di Maria Rebecca Balestra e Maria Amalia Cangiano potrà ancora fingere indifferenza o rassegnazione? Il silenzio, troppo spesso sottende una complicità di cui una volta per tutte, forse, dovremmo farci carico. L'arte era nata per figurare il bello ed il vero. Oggi, se riesce a svelare le verità nascoste ha assolto il più nobile dei suoi compiti.

                                                                                                                                                    Stefanella Sposito 

 

2005 C/O -  Careof  “Talk to the city” Milano  

 

 

 

 

 

2005 NUTRI-MENTI

L’installazione è l’immagine dell’uomo universale che viene ri-animato o meglio ri-alimentato dall’acqua, l’elemento che costituisce l’80% del corpo umano. L’acqua, fonte di vita e di morte allo stesso tempo, di morte per chi vive in molti di quei paesi dove le risorse idriche sono insufficienti, di vita per tutti coloro che posso usufruire di essa. Allo stesso tempo l’opera riflette sul senso di precarietà della vita, ognuno di noi dipende da un elemento semplice come l’acqua, il senso di onnipotenza dell’uomo moderno si annulla di fronte a questa semplice realtà. L’acqua, che cade goccia dopo goccia, è un invito all’uso moderato e più cosciente di questa risorsa, una riflessione sulla preziosità di questo elemento, l’immagine di un’armonia ritrovata tra umanità ed universo.

L'acqua, bene profondo e senza storia, è la tematica espressa, con fulminante maestria, dal sodalizio artistico di Maria Amalia Cangiano e Rebecca M. Balestra. La sagoma di un corpo umano, impressa nella terra arsa e piena di crepe, disegna l'eterna parabola dell'uomo, che dalla terra nasce e nella terra muore. Fra i due estremi, la vita. Fatta di acqua e nutrita dall'acqua. Ritmiche gocce di questo liquido prezioso, segnano il tracciato di una sete universale. Bevono i semi nel deserto, e diventano fiori. Bevono gli anfibi sottoterra tornando a nuova vita. L'uomo beve e continua la sua corsa. Ciò che spesso egli dimentica, è che lo spreco d'acqua di uno, determina la morte, per mancanza d'acqua, di molti. Per questo nella performance, che sarà realizzata e guidata, dalle due artiste, nella serata finale, sarà richiesta la collaborazione del pubblico, che da solito spettatore si farà attore, in un progetto interattivo ed emozionante, dove arte e fattività si legheranno. La notte, punzecchiata di lucine, racconterà così all'acqua la sua storia senza fine…                                                                                                                                                        

                                                                                                                                                                          Ada Celico

 

a
a

 

 

 

 

 

 

 

Home
Art design
Cuori
Gioielli
Installazioni
Mail art
Performance
Scultura

MARIA AMALIA CANGIANO  
Via F. Brioschi, 71 - MILANO - tel. 02.895.15.429 
 m.amaliacangiano@gmail.com